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Intervento del Sindaco Tolettini


Buonasera a tutti, innanzitutto saluto i rappresentanti delle sezioni alpini della zona Prealpi Ovest, tutte le autorità militari e civili e tutti i cittadini presenti questa sera. Il mio saluto, oltre ad andare a tutti gli Alpini presenti è rivolto anche a quelli non presenti, perché impossibilitati o perché non ci sono più. Aggiungo, inoltre, che sono molto contento e fiero che quest’anno, questa importante celebrazione si tenga a Drezzo.
Ora permettetemi di riprendere una frase della preghiera dell’Alpino dove si dice “degni delle glorie dei nostri avi” per chiarire come questo tipo di cerimonie siano importanti e rappresentino il modo migliore per ricordare, oltre che onorare, le gesta di chi perse la vita per valori ed ideali che quanto mai oggi è necessario infondere nella nostra società e nei nostri giovani.
Quella degli Alpini è una storia costellata di grandi avvenimenti ed imprese, bagnate col sangue della propria vita. Dalle battaglie in terra d’Africa alla prima guerra mondiale; dalla leggendaria campagna di Grecia ai sacrifici patiti in Russia durante il secondo conflitto mondiale, le Penne Nere hanno sacrificato la vita per la grandezza, l’onore e la libertà della nostra terra. In Russia, in particolare, nella morsa del freddo, delle tormente di neve e dei ripetuti attacchi nemici, gli Alpini affrontarono durissimi sacrifici e sofferenze; e la battaglia di Nikolajewka è qui a ricordare le eroiche imprese di questo Corpo che, anche se inferiore per mezzi e forze, seppe affrontare con dignità e onore ogni sfida, spinto dall’ineguagliabile spirito di gruppo, dall’attaccamento alla propria terra, agli affetti ed alla grande generosità che anima tutti i figli della montagna.
Ebbene, tutte queste epiche gesta, compiute in nome di ideali, che gli Alpini rappresentano con straordinario attaccamento al proprio territorio, non possono essere dimenticate; e qui consentitemi una nota polemica nei confronti di chi, invece di essere riconoscente, ha pensato bene di procedere allo smantellamento delle brigate Orobica, Cadore e Tridentina. In nome di una evoluzione e modernizzazione dei reparti dell’Esercito, sono stati cancellati anni di gloriosa storia e nobili tradizioni. Un patrimonio incommensurabile di valori e di leggende, di solidarietà e amore per la montagna: il Corpo degli Alpini è da sempre, oltre che un corpo militare, parte delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Ieri sui campi di battaglia, magari di battaglie non volute dal popolo, ed oggi sempre in prima fila in presenza di catastrofi naturali ed altre emergenze, in tante attività di volontariato ed in missioni di pace all’Estero. Ecco anche perché gli Alpini non devono essere smembrati. Cancellare gli Alpini, vuol dire cancellare la nostra storia, cancellare il nostro popolo.
E allora io dico giù le mani dalla brigata Julia, giù le mani dalla brigata Taurinense, giù le mani dai nostri Alpini.
Gli Alpini, oggi più che mai, devono rappresentare un Corpo che rinnovi nei cittadini e nei giovani quei valori che in parte si sono indeboliti: valori di solidarietà, di onestà, di rispetto, di recupero delle virtù civili, culturali e religiose. Un patrimonio che non può essere cancellato e che occorre preservare, magari reintroducendo il reclutamento regionalizzato, al fine di salvaguardare quel sentire comune e quell’attaccamento alla cultura della montagna che ha concorso a creare il mito degli Alpini e che da sempre ha caratterizzato questo Corpo. Di tutto questo i politici ne tengano conto, di tutto questo i politici ne devono tenere conto e tengano conto di tutti gli eroici Caduti che immolarono la vita per la propria terra nella consapevolezza di fare il bene e l’interesse della collettività.

Concludo confessandovi un mio grande rammarico: quello, purtroppo, di non essere un Alpino. Vi assicuro, però, che mi sento Alpino nel cuore e che il mio cuore si apre quando ascolto i vostri canti, i vostri cori e sento le vostre gesta, quelle di ieri e quelle di oggi. Gli Alpini sono tanti, ma l’Alpino è uno solo. W tutti gli Alpini!


21 gennaio 2006, cerimonia Nikolajewka
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